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12

Mar

PERDIFIATO - Sam Punzina————-> SoloShow

 

 

“Era un giorno come un altro a Bosco Perdifiato, un’annata, quella del duemilacredici, incredibilmente densa di cambiamenti”. Inizia così la favola ideata da Sam Punzina. Parte dalle parole, con la descrizione dell’irrequieto PIOPOI, il più piccolo dei coscialunga, della misteriosa Matrioska giunta da Russopoli, dei FunghiSoprani e FunghiPuzzosi, del Bosco Rococò e delle immancabili margherite pettegole, per poi dipanarsi tra le immagini sulla tela, in un sorprendente e ben definito dripping di smalti in varie tonalità intense che raccontano “momenti di trascurabile felicità e di disordinata follia”, il “dolce picnic”, la “polvere di sole” e altro ancora.

Il ritorno di Sam Punzina sulla scena della Galleria Federica Ghizzoni, dopo il successo della bipersonale “Nocturna Fabula” del 2011 è segnato da una fiaba «completamente incasinata» - come ammette la giovane artista siciliana- che si dipana in una cinquantina di opere, tra quadri e installazioni,  in uno stile che fonde espressioni surrealiste, pop e naif, ma che si dichiara libero da ogni rigida classificazione. Originale ed estrosa è anche la tecnica utilizzata, nel perfetto stile di Sam Punzina: una colata a strati di smalti che «prende forme alle volte inaspettate, altre volte controllate», con un impatto visivo sorprendente. Semplicemente incantevole, nel solco della fiaba narrata.

Assolute novità dell’esposizione- il cui ricavato sarà devoluto in parte alla onlus “Emergenza Sorrisi”, in favore di bambini affetti dal malformazioni al volto – sono le tre tele di dimensione tonda e le suggestive sculture in ciotole di ceramica, poliuretano espanso con colatura di smalto colorato, fildiferro cerato, cuoio e matrioske che simboleggiano la «rinascita plurima femminile».

«Tutti i miei quadri nascono da un percorso interiore molto intimo  così come la fiaba, dal sentirsi stretti da una morsa dalla quale voler scappare, per poi rendersi conto che lontano dalle proprie radici e dagli affetti non si può vivere felici» afferma Sam Punzina, il cui curriculum vanta la partecipazione a “Stay Foolish”, al Museo Casa del Conte Verde di Rivoli (To), accanto ai mostri sacri del pop surrealismo mondiale, la personale presso la Tox’n’Co gallery di Ginevra, un progetto in collaborazione con CasaOz, onlus dedicata ai bambini malati e, da ultima, la presentazione, in febbraio, al “Directors Lounge 9#- festival for contemporary media and film” di Berlino con  “Just, Like Honey”, corto animato da cui prende vita un suo quadro.

«Dal mio subdolo pensiero surreale- continua Sam - mi piace pensare che sono capace di trasferire i miei sogni, i miei desideri e i miei segreti ovunque nel mondo, in questo e negli altri, come una sorta di trasloco emotivo senza fine».

«Beh dopotutto è Sam’s World! ».

 

testo di Francesca Romana Di Biagio

 

inaugurazione giovedì 21 marzo 2013, ore 19.00

 

Galleria:    FEDERICA GHIZZONI, Via Cagnola 26, Milano

Info:          Tel. 392 5640950

                  info@federicaghizzoni.it; www.federicaghizzoni.it

Date:         21 marzo-24 aprile 2013

Orari:        lunedì-sabato 15.30-19.30

14

Nov

Disegni su pagine di libro

09

Nov

“Quando un’opera sembra in anticipo sul suo tempo, è vero invece che il tempo è in ritardo rispetto all’opera”, Jean Cocteau, (Il gallo e l’arlecchino, 1918)
L’artista, o l’intellettuale in generale, ha da sempre posseduto il talento della premonizione e del saper anticipare, a suo modo, fatti e pensieri. La mostra 007 New Bond street da Federica Ghizzoni diviene piattaforma di un tema specifico: la figura dell’agente 007 James Bond, nato come personaggio letterario dai romanzi di Ian Fleming (il primo, Casinò Royale, è del 1952) e diventato ancor più noto grazie al medium cinematografico. Bond, il romanzo, anticipava i suoi tempi, come successivamente ha fatto il cinema, e a loro volta gli artisti ritrattando il tema. In mostra tre “mezzi” diversi: cinema, arte e il terzo attore, la birra Heineken, che esula per base, ma si inserisce perfettamente in un contesto sopra il quale i 24 artisti selezionati lavorano, e con un ruolo importante, perché soggetto scelto proprio da Bond, che ha abbandonato il Martini e, da quest’ anno, beve birra. La birra e Bond. Una nuova “Bond Street” dunque apre alla Galleria Federica Ghizzoni. La via londinese con il nome dell’agente più noto della storia dello spionaggio, in una realtà da fiction come quella del cinema e, in questo caso, dell’arte.
Federica Ghizzoni, con la collaborazione di Heineken, mette in mostra 24 artisti: Piero Addis, Dario Arcidiacono, Francesco Bandini, Sara Baxter, Thomas Berra, Ana Cabello, Massimo Caccia, Cristiano Cascelli, Francesco de Molfetta, Enzo Forese, Lorenzo Garattini, Halfred, Angelo Jelmini, Lorenzo Mariani (in arte l’ Orma), Luis Molteni, Mr. Degrì, Pao, Albert Pinya, Sam Punzina, Shanti Ranchetti, Annarita Serra, Tiziano Soro, Damiano Spelta e Giuseppe Veneziano. Ecco che, all’interno dello spazio della galleria, pittura, scultura, collages, fotografia, installazioni, oggetti d’arte, lavori grafici, disegni e dipinti, convivono grazie ad artisti, diversi per stile e generazione, che, prendendo spunto dalla figura dell’agente e della sua città, operano secondo le loro attitudini, per rappresentare e consacrare un personaggio ormai storicizzato, applicato a tutte le possibilità della comunicazione e del marketing, in una chiave oltretutto diversa, quella dell’evoluzione di periodi e di stili definiti negli anni, e “resettati” con l’arrivo della birra. Il tema Bond, si sa, è vario e complesso: c’è l’icona umana, di stile e charme; c’è Londra, a cui l’agente 007 è legato; ci sono i gadget, dalle macchine alle pistole, ai radar, alle microspie, via via sempre più sofisticati e fantascientifici con il passare degli anni; ci sono il bicchiere “Martini” e la pistola.
Insomma, diverse ispirazioni che gli artisti rielaborano. Dagli oggetti trasformati e unici come quello rimaneggiato da Shanti Ranchetti, che crea le complesse donnine dai grandi occhi, e questa volta illustra un porta occhiali “alla Bond”, con una minuziosa donna dai rossi capelli, una banda sull’occhio e una pistola dorata in mano. Un’accattivante e sexy bondgirl che sta per tirare il grilletto, e diviene elemento ornamentale. Sull’oggetto e sul gadget lavora Tiziano Soro, il giovane artista che ironizza su un elemento che solitamente ironico non è: la pistola. Soro crea la BananaShot, il colpo di banana, che stacca dall’eleganza e uniformità dei dettagli di bond, trovando una chiave diversa e divertente. Oggetti anche per Francesco de Molfettache propone un vaso nero dall’estetica fortemente kitsch, con ai bordi due manici d’oro a …. pistola. Anche Lorenzo Mariani, in arte l’Orma, gioca sullo stravolgimento di senso, utilizzando i classici bicchieri da Martini, però bucati, in un’installazione in cerchio dove il soggetto che ha lasciato traccia è un proiettile, rimasto incastrato nell’ultimo, o forse nel primo bicchiere, da cui è partito. Di nuovo mini bondgirl conEnzo Forese, che ricostruisce in miniature situazioni e storie, in questo caso con una donnina vestite n pelle nera seduta su una macchina “alla bond”. E poi elementi, installazioni e sculture: dalle elaborate e piene mappe di Londra ridisegnate da Luis Molteni, a 007 goldfingers di Angelo Jelmini, una stampa di tre barattoli in vetro, due vuoti e uno che racchiude lunghe dita dorate, delle goldfingers, appunto. E il lavoro diDamiano Spelta, un ready made fatto da bombole ed erogatore, trasformate in sofisticate bottiglie Heineken. Ancora birra per Piero Addis, che gioca sulla sovrapposizione di volti ed elementi: una bond girl e il Daniel Craig-Bond di sfondo a un bicchiere spumeggiante di gialla birra.Di piccoli elementi e dettagli in plastica è composta l’opera  di Annarita Serra, 007 Heineken, un logo verde, bianco e nero come incorniciato in tappi grandi e piccoli in un lavoro tra il pittorico per stile e scultoreo per forma. Di scultura si tratta per Francesco Bandini nell’opera Wroom: la mitica Aston Martin DB 5 dell’agente 007 che dietro di se lascia tre eleganti scie bianche rialzate dalla base. Quasi scultoreo il lavoro di Cristiano Cascelli Live and let die (vivi e lascia morire) per la base in legno e gli elementi ritagliati che prendono vita all’esterno in un teatrino di carte, bond girls, macchine, e James Bond al centro. Richiami pop con citazioni per il lavoro d’impatto di Sara Baxter, le 007 spy cans (le lattine spia) una ripresa degli iconici barattoli di Warhol in una piramide di 24 lattine o rigorosamente bianche  e rosse o colorate. Il nome del prodotto? James Bond. Il contenuto ? I titoli dei film. Più velate le citazioni pop nel lavoro grafico di collages nella fanzina bondiana  realizzata ad hoc da Thomas Berra, ritagli, elaborazioni, frasi e colori tratti dai film dell’agente inglese, con aggiunte d’autore, in un piccolo libro d’artista dal progettoSubculture fanzine.  Lorenzo Garattini, in arte Mr. O, lavora su un’elaborata e densa tavola, dove, riconoscibili, spuntano volti ed episodi di James Bond, buoni e cattivi, in una mescolanza di elementi disneyani, una bandiera inglese di base, tutto racchiuso da grossi tentacoli. Mescolanza di stili anche per Mister Degrì che lavora su una fotografia di un elegante James Bond, in smoking e cravattino, ribaltandone la serietà con la rielaborazione del volto, che diventa una maschera pop, divertente e inquietante, che si rivolge a noi con la pistola, ma chiede un bacio. E poi il disegno e la pittura nelle opere degli spagnoli Albert Pinya e Ana Cabello. Il primo riprende il cattivo tra i più cattivi di Bond, mr Jaws, l’uomo dai denti di ferro disegnato con il tratto dalla semplice apparenza dell’artista di Maiorca, pochi colori, pochi elementi per un chiaro messaggio che ironizza sul male, facendoci sorridere. Tratto raffinato ed elaborato anche per la Cabello che raffigura un dottor No in bianco e nero, con lo sguardo furbo e e le dita tagliate, con un biglietto in mano, perché lui No will be back (non tornerà). Lavoro pittorico e raffinato quello di Massimo Caccia, che propone un suo elemento, il pesce, in docile attacco sottomarino a un mezzo usato dall’agente 007. Pittura materica per Sam Punzina, immediata e riconoscibile per gli elementi tra il fantastico e il naturale, e lo stile dripping tattile ed elaborato: in Caduta dal cielo dei maligni proiettili scendono in mare, accompagnati da un paracadute. Forte e colorato il lavoro di Dario Arcidiacono, che riprende un altro cattivo, il noto Blofeld, identificabile da pochi, chiari ed espressivi elementi come il gatto bianco e l’anello al dito, con una variante, le mani sono verdi, come in una fantascientifica visione. Halfred ironizza sul titolo, in una sottile e brillante auto-citazione “My name is red, half red” (il mio nome è rosso, metà rosso, riprendendo Halfred). Un omino elegantemente vestito con posa da Bond, uncino al posto della mano, e volto basso con sangue rosso che cola da una metà, malinconico e rassegnato. Anche Pao utilizza il suo mezzo, la pittura, su un elemento che gli è caro: il “panettone” di strada fatto a pinguino. Un pinguino elegante, nella sua forma rigorosa. Il primo agente 007 di strada, questa volta nelle vesti di arguto animale. Pittura totale per il dipinto di Giuseppe Veneziano, che rappresenta la regina Elisabeth, legata in chiave grottescamente simpatica al mito-Bond e alle recenti Olimpiadi londinesi, con un dito nel naso. Un’opera dal tratto efficace e pop, di satira e beffarda  ironia, tipica del maestro siciliano. La mostra termina con una chiusura senza la quale il tema Bond non può esistere, il cinema naturalmente: sequenze selezionate tra i “Bond”, precursori di stile e racconti, che hanno fatto la storia, che possono sopravvivere intatte nonostante … il tempo

“Quando un’opera sembra in anticipo sul suo tempo, è vero invece che il tempo è in ritardo rispetto all’opera”, Jean Cocteau, (Il gallo e l’arlecchino, 1918)

L’artista, o l’intellettuale in generale, ha da sempre posseduto il talento della premonizione e del saper anticipare, a suo modo, fatti e pensieri. La mostra 007 New Bond street da Federica Ghizzoni diviene piattaforma di un tema specifico: la figura dell’agente 007 James Bond, nato come personaggio letterario dai romanzi di Ian Fleming (il primo, Casinò Royale, è del 1952) e diventato ancor più noto grazie al medium cinematografico. Bond, il romanzo, anticipava i suoi tempi, come successivamente ha fatto il cinema, e a loro volta gli artisti ritrattando il tema. In mostra tre “mezzi” diversi: cinema, arte e il terzo attore, la birra Heineken, che esula per base, ma si inserisce perfettamente in un contesto sopra il quale i 24 artisti selezionati lavorano, e con un ruolo importante, perché soggetto scelto proprio da Bond, che ha abbandonato il Martini e, da quest’ anno, beve birra. La birra e Bond. Una nuova “Bond Street” dunque apre alla Galleria Federica Ghizzoni. La via londinese con il nome dell’agente più noto della storia dello spionaggio, in una realtà da fiction come quella del cinema e, in questo caso, dell’arte.

Federica Ghizzoni, con la collaborazione di Heineken, mette in mostra 24 artisti: Piero Addis, Dario Arcidiacono, Francesco Bandini, Sara Baxter, Thomas Berra, Ana Cabello, Massimo Caccia, Cristiano Cascelli, Francesco de Molfetta, Enzo Forese, Lorenzo Garattini, Halfred, Angelo Jelmini, Lorenzo Mariani (in arte l’ Orma), Luis Molteni, Mr. Degrì, Pao, Albert Pinya, Sam Punzina, Shanti Ranchetti, Annarita Serra, Tiziano Soro, Damiano Spelta e Giuseppe Veneziano. Ecco che, all’interno dello spazio della galleria, pittura, scultura, collages, fotografia, installazioni, oggetti d’arte, lavori grafici, disegni e dipinti, convivono grazie ad artisti, diversi per stile e generazione, che, prendendo spunto dalla figura dell’agente e della sua città, operano secondo le loro attitudini, per rappresentare e consacrare un personaggio ormai storicizzato, applicato a tutte le possibilità della comunicazione e del marketing, in una chiave oltretutto diversa, quella dell’evoluzione di periodi e di stili definiti negli anni, e “resettati” con l’arrivo della birra. Il tema Bond, si sa, è vario e complesso: c’è l’icona umana, di stile e charme; c’è Londra, a cui l’agente 007 è legato; ci sono i gadget, dalle macchine alle pistole, ai radar, alle microspie, via via sempre più sofisticati e fantascientifici con il passare degli anni; ci sono il bicchiere “Martini” e la pistola.

Insomma, diverse ispirazioni che gli artisti rielaborano. Dagli oggetti trasformati e unici come quello rimaneggiato da Shanti Ranchetti, che crea le complesse donnine dai grandi occhi, e questa volta illustra un porta occhiali “alla Bond”, con una minuziosa donna dai rossi capelli, una banda sull’occhio e una pistola dorata in mano. Un’accattivante e sexy bondgirl che sta per tirare il grilletto, e diviene elemento ornamentale. Sull’oggetto e sul gadget lavora Tiziano Soro, il giovane artista che ironizza su un elemento che solitamente ironico non è: la pistola. Soro crea la BananaShot, il colpo di banana, che stacca dall’eleganza e uniformità dei dettagli di bond, trovando una chiave diversa e divertente. Oggetti anche per Francesco de Molfettache propone un vaso nero dall’estetica fortemente kitsch, con ai bordi due manici d’oro a …. pistola. Anche Lorenzo Mariani, in arte l’Orma, gioca sullo stravolgimento di senso, utilizzando i classici bicchieri da Martini, però bucati, in un’installazione in cerchio dove il soggetto che ha lasciato traccia è un proiettile, rimasto incastrato nell’ultimo, o forse nel primo bicchiere, da cui è partito. Di nuovo mini bondgirl conEnzo Forese, che ricostruisce in miniature situazioni e storie, in questo caso con una donnina vestite n pelle nera seduta su una macchina “alla bond”. E poi elementi, installazioni e sculture: dalle elaborate e piene mappe di Londra ridisegnate da Luis Molteni, a 007 goldfingers di Angelo Jelmini, una stampa di tre barattoli in vetro, due vuoti e uno che racchiude lunghe dita dorate, delle goldfingers, appunto. E il lavoro diDamiano Spelta, un ready made fatto da bombole ed erogatore, trasformate in sofisticate bottiglie Heineken. Ancora birra per Piero Addis, che gioca sulla sovrapposizione di volti ed elementi: una bond girl e il Daniel Craig-Bond di sfondo a un bicchiere spumeggiante di gialla birra.Di piccoli elementi e dettagli in plastica è composta l’opera  di Annarita Serra, 007 Heineken, un logo verde, bianco e nero come incorniciato in tappi grandi e piccoli in un lavoro tra il pittorico per stile e scultoreo per forma. Di scultura si tratta per Francesco Bandini nell’opera Wroom: la mitica Aston Martin DB 5 dell’agente 007 che dietro di se lascia tre eleganti scie bianche rialzate dalla base. Quasi scultoreo il lavoro di Cristiano Cascelli Live and let die (vivi e lascia morire) per la base in legno e gli elementi ritagliati che prendono vita all’esterno in un teatrino di carte, bond girls, macchine, e James Bond al centro. Richiami pop con citazioni per il lavoro d’impatto di Sara Baxter, le 007 spy cans (le lattine spia) una ripresa degli iconici barattoli di Warhol in una piramide di 24 lattine o rigorosamente bianche  e rosse o colorate. Il nome del prodotto? James Bond. Il contenuto ? I titoli dei film. Più velate le citazioni pop nel lavoro grafico di collages nella fanzina bondiana  realizzata ad hoc da Thomas Berra, ritagli, elaborazioni, frasi e colori tratti dai film dell’agente inglese, con aggiunte d’autore, in un piccolo libro d’artista dal progettoSubculture fanzine.  Lorenzo Garattini, in arte Mr. O, lavora su un’elaborata e densa tavola, dove, riconoscibili, spuntano volti ed episodi di James Bond, buoni e cattivi, in una mescolanza di elementi disneyani, una bandiera inglese di base, tutto racchiuso da grossi tentacoli. Mescolanza di stili anche per Mister Degrì che lavora su una fotografia di un elegante James Bond, in smoking e cravattino, ribaltandone la serietà con la rielaborazione del volto, che diventa una maschera pop, divertente e inquietante, che si rivolge a noi con la pistola, ma chiede un bacio. E poi il disegno e la pittura nelle opere degli spagnoli Albert Pinya e Ana Cabello. Il primo riprende il cattivo tra i più cattivi di Bond, mr Jaws, l’uomo dai denti di ferro disegnato con il tratto dalla semplice apparenza dell’artista di Maiorca, pochi colori, pochi elementi per un chiaro messaggio che ironizza sul male, facendoci sorridere. Tratto raffinato ed elaborato anche per la Cabello che raffigura un dottor No in bianco e nero, con lo sguardo furbo e e le dita tagliate, con un biglietto in mano, perché lui No will be back (non tornerà). Lavoro pittorico e raffinato quello di Massimo Caccia, che propone un suo elemento, il pesce, in docile attacco sottomarino a un mezzo usato dall’agente 007. Pittura materica per Sam Punzina, immediata e riconoscibile per gli elementi tra il fantastico e il naturale, e lo stile dripping tattile ed elaborato: in Caduta dal cielo dei maligni proiettili scendono in mare, accompagnati da un paracadute. Forte e colorato il lavoro di Dario Arcidiacono, che riprende un altro cattivo, il noto Blofeld, identificabile da pochi, chiari ed espressivi elementi come il gatto bianco e l’anello al dito, con una variante, le mani sono verdi, come in una fantascientifica visione. Halfred ironizza sul titolo, in una sottile e brillante auto-citazione “My name is red, half red” (il mio nome è rosso, metà rosso, riprendendo Halfred). Un omino elegantemente vestito con posa da Bond, uncino al posto della mano, e volto basso con sangue rosso che cola da una metà, malinconico e rassegnato. Anche Pao utilizza il suo mezzo, la pittura, su un elemento che gli è caro: il “panettone” di strada fatto a pinguino. Un pinguino elegante, nella sua forma rigorosa. Il primo agente 007 di strada, questa volta nelle vesti di arguto animale. Pittura totale per il dipinto di Giuseppe Veneziano, che rappresenta la regina Elisabeth, legata in chiave grottescamente simpatica al mito-Bond e alle recenti Olimpiadi londinesi, con un dito nel naso. Un’opera dal tratto efficace e pop, di satira e beffarda  ironia, tipica del maestro siciliano. La mostra termina con una chiusura senza la quale il tema Bond non può esistere, il cinema naturalmente: sequenze selezionate tra i “Bond”, precursori di stile e racconti, che hanno fatto la storia, che possono sopravvivere intatte nonostante … il tempo

18

Oct

FEVER 

“SuperStars” un progetto a cura di Martina Di Trapani, nato dalla collaborazione con “Magnifica Preda, The vintage way”. Una piattaforma d’arte contemporanea che ospiterà artisti provenienti da tutto il mondo. 


Artisti in mostra:

Corina Cohal

nata in Romania nel 1980.
Vive e lavora a Torino 
Laureata all’Accademia di belle arti di Torino , successivamente ha conseguito un master sull’illustrazione allo IED (Torino)
“Riflessioni” è il nome del suo lavoro, unico nel suo genere, la carta simbolo di leggerezza e fragilità racchiude la sua forza interiore.


Giulio Petrone

nasce a Moncalieri nel 1990.
Si diploma presso l’Istituto Professionale Albe Steiner nel 2010.
La sua immediata voglia di apprendere sin da adolescente lo ha portato ad un’evoluzione a 360°,
dal disegno gestuale dei segni ai graffiti, dalla grafica digitale statica all’animazione 3D soffermandosi su quest’ultima.
Una passione che miscela informazione e impatto artistisco visivo.

sito personale: http://cargocollective.com/giuliopetrone
studio: http://www.8throom.com/
email : 8throomcreative@gmail.com // giuliopetrone@gmail.com

8throom CreativeStudio
Via Michele Buniva 8
10124 Torino


Mirko Cavallotto

Nato a Caltanisetta nel 1987
Vive e Lavora a Torino 

Da sempre amante del disegno e delle mille e una sfaccettatura che questo possiede, all’età di 13 anni si avvicina al mondo del graffito: un mondo dove l’arte si fà denuncia, poesia, stile e agonismo allo stesso tempo; comincia, un pò come tutti, dalle lettere, lettere semplici che pian piano vanno mutando, graffito dopo graffito, in forme sempre più sinuose e pulite, loop che però, a lungo andare non lo soddisferanno più.
Decide, così, di passare ai puppet: animali, persone e a volte anche oggetti, stereotipati ed “esilaranti”, caricature come logotipi sempre con la stessa faccia “la sua!”…
Nel 2004 è curatore, assieme al suo gruppo, della parte street artist di Agrigento Arte di Villaggio Mosè, dove conosce il Writer figurativo, ospite dell’evento, Miguel Belin, figura principale che determinerà il suo futuro lavoro. Da quel momento in poi abbandonerà per sempre il puppet per dedicarsi fortemente ad un altro genere di graffito da lui prima sconosciuto: l’arte del Figurativo spray. Si evolve, si migliora acquisendo sempre forme nuove e sempre più precise e dettagliate, mimesi di una realtà che lo porterà da lì a poco verso un’altra direzione: dalla strada alla galleria. L’interesse per il graffito, all’università, si trasforma in ricerca di qualcosa di simile ma nuova, trasformando quelle linee, dapprima “analogiche”, in digitali. Si dedica quindi alle illustrazioni grafiche attraverso software di lavorazione dedicati.

http://losteria.tumblr.com/
mirkocavallotto@gmail.com 

Sam Punzina 

Nata nel 1980, laureata all’Accademia di belle arti di Palermo,vive e lavora tra la Sicilia e il nord Italia, vanta numerose mostre sia a livello nazionale sia di respiro internazionale,
è una giovane artista approdata da poco nel pop surrealismo con le sue poesie dense, un dripping di smalti colorati che rievocano mondi surreali, ammalianti e caotici. Un Sam’s world a misura di sogno.
L’artista inaugura un linguaggio innovativo nell’arte, reinventa temi e motivi con stile unitario e attraverso i suoi 
personaggi metaforici, ci guida in un mondo fantastico e ci conduce per mano nella spensieratezza e nella dolcezza della 
gioia di vivere!

http://sampunzina.tumblr.com/
sampunzina@gmail.com


Opening venerdi 19 Ottobre 2012 dalle ore 18:30 
Finissage sabato 3 Novembre 2012 

Via S. Agostino 28
10122 Torino
http://www.magnificapreda.it/
Apertura dal martedi al sabato 16:30/00:00

02

Oct

Su pagine di libro…

Su pagine di libro…

18

Sep

14

Sep

CasaOz, Corso MonCalieri 262, torino

dal 13 settembre al 29 settembre 2012

inaugurazione 13 settembre 2012 » Ore 17

laboratorio Creativo 29 settembre 2012 » Ore 15

Giovedì 13 settembre alle ore 17.00 CasaOz aprirà ancora una volta le sue porte ai cittadini torinesi e lo farà con un’iniziativa inedita: una mostra d’arte contemporanea. 

Oz 4 Art infatti è una collettiva che racchiude le opere di sei artisti italiani che hanno accolto l’invito di esporre e vendere le proprie opere, donando una parte dei ricavati a CasaOz.

Angelo Barile e Xel, l’illustratrice Ilaria Urbinati, la torinese Enrica Busso, la siciliana Sam Punzina e il trentino Luciano Civettini ci proietteranno in uno mondo fantastico, spensierato agli occhi innocenti dei bambini che però, ad un’analisi più attenta, nasconde messaggi e significati profondi. 

In occasione del finissage, il 29 settembre, alcuni degli artisti intratterranno, dalle ore 15.00, adulti e bambini che si vorranno cimentare in un laboratorio artistico scoprendo come prende vita un’opera d’arte.

L’Associazione CasaOz Onlus è una casa di accoglienza diurna che offre sostegno alle famiglie in cui vi sia un bambino malato. Dall’inizio della sua attività nel maggio 2007 a tutt’oggi oltre 400 persone hanno stabilito un rapporto che continua nel tempo, trovandovi un punto di riferimento solidale, la dimensione domestica perduta e il sostegno per superare i momenti difficili. A queste famiglie CasaOz offre uno staff  qualificato, che comprende educatori professionali, assistenti sociali, la segreteria organizzativa e numerosi volontari. 

Tutte le attività proposte sono volte al conseguimento di un obiettivo generale: la ristrutturazione della “normalità”. 

Oz 4 Art è un impegno concreto per far sì che tutto questo possa continuare a realizzarsi.

mOstra: Oz 4 Art

artisti: Angelo Barile, Enrica Busso, Luciano Civettini, Sam Punzina, Ilaria Urbinati, Xel 

luOgO:  CasaOz, Corso Moncalieri 262 Torino

inauguraziOne: 13 settembre 2012 ore 17,00

labOratOriO CreativO: 29 settembre 2012 ore 15,00

durata: fino al 29 settembre 2012  

Orari: dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00

Informazioni: Sara Ratti 340.8659442

Partner: Giusti Eventi srl.

Organizzazione e Ufficio Stampa: B52Communication info@b52c.com; www.b52c.com